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15 dicembre 2003

Mi piace molto l’idea di raccontarti questa storia.
Questa data rappresenta il giorno in cui mi sono ufficialmente riunito con me stesso,
ma forse, in realtà, ho avuto solo nuova coscienza della complessità umana.

È mattina di una soleggiata giornata del tardo inverno romano. Entro in un’aula affollata dove sto frequentando un corso, mi si avvicina una ragazza che ho conosciuto il giorno prima, mi saluta e mi chiama Sigfrido. Ho quasi un micro infarto per la sorpresa: sono universalmente conosciuto come Mario. Come mai mi chiama Sigfrido? E soprattutto: perché la cosa mi procura piacere?

Mi sento come quando un super eroe della Marvel sente nascere il suo “super potere”.
Quando poi la mia neo amica mi presenta al resto della classe come Sigfrido, sono oramai entrato nella parte. Mi vedo come Sigfrido. E mi comporto di conseguenza: sono più allegro, più divertente, più coinvolgente, più ispirato e focalizzato.

A sera, solo nella mia cameretta, posso finalmente meditare su quanto accaduto, che pare apparentemente minuscolo, ma forse molto meno di quanto sembri a prima vista.

Io mi chiamo davvero Sigfrido, precisamente ho due primi nomi: Mario Sigfrido.
Ma fino a questo momento della mia vita mi sono sentito solo e soltanto Mario. Come se l’avere un solo nome mi riservasse una sola statica esistenza.
Ecco perché da sempre mi sono sentito un pò strano, Sigfrido bussava alla porta, ma lo consideravo come un’occasione non afferrata, un treno mai preso.

Quella sera mi sono addormentato per la prima volta da Sigfrido. Con una pace interiore e una forza d’animo, come di chi sia pronto a grandi imprese. Al risveglio, era accaduto in me un’ulteriore evoluzione: non ero più solo Mario (a cui ero rimasto comunque affezionato) e non ero nemmeno solo Sigfrido (nuovo arrivato, dunque bisognoso della necessaria quarantena).
Ecco qui. Il 5 marzo 2004 Mario e Sigfrido hanno fatto la pace, ero diventato, infine, Mario Sigfrido e la conoscenza di me stesso era passata ad un nuovo stadio evolutivo.

chiave-evolvere

Perché tutto questo per presentarmi?

Mi bastava dire che sono un professionista della “relazione evolutiva”, volgarmente definita “relazione d’aiuto”, che sono psicologo e psicopedagogista, che sono counselor e life coach, che ho altri titoli sparsi qua e là, che sono fondatore di una associazione che opera nella relazione d’aiuto da 18 anni, che sono direttore didattico della stessa, che ho elaborato un “modello operativo” sia nel counseling che nel coaching e che ho fondato una scuola che li insegna da oltre 10 anni, che faccio ricerca empirica sulla crescita personale da circa 20 anni, che nel mio percorso evolutivo ho contemplato anche un lungo periodo di ricerca spirituale, che medito da oltre 20 anni, che tra l’altro insegno pure a meditare ma vi avrei semplicemente detto i miei titoli o le mie presunte imprese professionali e personali etc etc.

Mentre nel raccontarti quella banale storia ti ho aperto la porta verso il mio mondo interiore che alla fine è il fulcro della mia professione: ascoltare accogliere consolare, stimolare, “essere”, condividere, emozionarmi, guidare ed essere guidato, aiutare ed essere aiutato ma soprattutto evolvere in una spirale ascendente di crescita personale.

Quello che ho narrato nella breve storia, è stato un piccolo passo verso la mia essenza, un viaggio che dura una vita, fatto per mettere la vita e il suo significato al centro di ogni mia scelta.

Questo sono io e qui su questo blog è dove condivido parte di me e della mia vita.

Inizia da qui il percorso di crescita personale